Romancar è Carrozzeria autorizzata ALFA ROMEO
Grazie alla nuova partnership, ROMANCAR è da poco diventata carrozzeria autorizzata Alfa Romeo e può, quindi, realizzare interventi di qualità su tutto il parco auto del biscione.
Gli interventi di riparazione effettuati da Romancar, inoltre, non invalidano la garanzia e verranno realizzati seguendo le direttive e i pezzi di ricambio della casa madre.
Romancar è tra le poche Carrozzerie autorizzate di Puglia e garantisce la qualità dei propri servizi per soddisfare il cuore sportivo di tutti gli alfisti.
La storia del Biscione

Il Biscione di Milano è fonte di infiniti miti, il più accreditato dei quali racconta che Milano era lambita dalle dolci acque di un lago, il Gerundo, dentro il quale si narra vivesse il mostro Tarantasio. Nasce così la storia di Tarantasio, il drago-dinosauro nato dalla tomba del perfido Ezzelino da Romano.
Tarantasio si avvicinava alle rive del lago mangiando uomini e bambini, dall’alito asfissiante come le esalazioni di metano , al quale venivano offerti sacrifici umani.
Una volta toccò anche al figlio del fondatore della dinastia dei Visconti il quale, impavido, con un colpo di spada strappò dalle fauci del mostro il suo erede, distruggendo l’avversario.
Per eliminare ogni pericolo di qualunque ritorno, Visconti fece prosciugare il lago di Gerundo e bonificare la palude. Per eternare l’impresa, poi, prese l’immagine di quella vittoria e la forgiò su pietra.
Nasceva così il Biscione, il simbolo di Milano. Con il bambino mezzo mangiato che ancora si trova tra le sue fauci.
Il Quadrifoglio

Il Quadrifoglio Alfa Romeo, più spesso chiamato Quadrifoglio Verde, è il simbolo distintivo delle automobili con spiccate caratteristiche sportive.
Il simbolo del quadrifoglio apparve per la prima volta su una delle quattro "RL Targa Florio", appositamente preparate da Giuseppe Merosi per la gara siciliana, quest’ultimo aveva messo a punto quattro vetture, affidandole ad Antonio Ascari, Enzo Ferrari, Giulio Masetti e Ugo Sivocci. Quest'ultimo, scopritore e amico fraterno di Ferrari, era un pilota di grande esperienza e competenza tecnica, ma spesso sfavorito dalla sorte e considerato l'eterno secondo.
Nell'occasione, per scacciare la sfortuna, Sivocci, a cui era stato assegnato il 13 come numero di gara, aveva fatto dipinger. sulla calandra della propria vettura un quadrato bianco in cui campeggiava un quadrifoglio verde, in quell’occasione Sivocci ha tagliato il traguardo da vincitore, assicurando all'Alfa Romeo la prima vittoria assoluta internazionale.
L’8 settembre 1923 avvenne il tragico incidente nel quale perse la vita Sivocci, sul circuito di Monza, durante le prove del 1º Gran Premio d'Europa.La Alfa Romeo P1 n. 17 del pilota salernitano, uscita di strada in curva, era infatti priva del quadrifoglio a causa di complicazioni nella messa a punto che avevano impedito la verniciatura della carrozzeria. Tale coincidenza suscitò una notevole impressione tra i piloti, i meccanici e i tecnici del mondo delle competizioni.
Per ragioni scaramantiche il numero di gara 17 non fu più assegnato alle auto da corsa italiane e, pur in assenza di disposizioni ufficiali, dalla stagione 1924 la carrozzeria delle Alfa Romeo da competizione venne decorata con il quadrifoglio verde; in memoria di Sivocci, il quadrato bianco fu sostituito da un triangolo, a significarne l'assenza.
Ormai divenuto simbolo storico della casa di Arese, a partire dagli anni ’60 il Quadrifoglio venne utilizzato anche per contraddistinguere le versioni particolarmente sportive della produzione di serie Alfa Romeo, comparendo per la prima volta sulla fiancata della "Giulia TI Super" del 1963, anche detta "Giulia Quadrifoglio".
Negli anni '80 del XX secolo la valenza simbolica del quadrifoglio venne sdoppiata per denominare ufficialmente le versioni di maggior pregio della produzione, distinguendo tra "Quadrifoglio Verde" per gli allestimenti sportivi e "Quadrifoglio Oro" per quelli più lussuosi.
Il mondo corse di Alfa Romeo

L'A.L.F.A. nasce nel 1910 e da subito l'attenzione si rivolge alle corse:
La prima, grande vittoria internazionale sarà la Targa Florio nel1923, dominata da Ugo Sivocci con la RL, sul cofano è dipinto un quadrifoglio, che da portafortuna diventerà simbolo di tutte le vetture da corsa Alfa Romeo, e a partire dagli anni '60 identificherà le versioni più sportive delle vetture di produzione. Il podio fu riconfermato anche dal 1930 al 1935, nel 1950, 1968, 1971 e 1975, aggiudicandosi spesso primo e secondo posto, e nel ’33 e ’34 persino l’intero podio.
Viene indetto il primo Campionato del mondo per vetture Grand Prix, l'antesignano della F1, e Nicola Romeo, che nel frattempo ha preso il controllo dell’azienda dandole anche il primo nome, chiede a Vittorio Jano di progettare una vettura capace di “fare bella figura”. La GP Tipo P2 nel 1925 conquisterà il primo titolo mondiale, proprio quell’alloro che verrà inserito nel marchio Alfa Romeo. Antonio Ascari, Giuseppe Campari e Gastone Brilli Peri sono gli alfieri del trionfo.
Negli anni ’20 e ’30 è imbattibile fra le Sport, aggiudicandosi 11 edizioni della Mille Miglia, in particolare dal 1933 al 1936 conquistando l’intero podio, e quattro della 24 Ore di Le Mans, con la 8C 2300, nel 1931, 1932, 1933 e 1934, mentre le monoposto Gran Premio Tipo B sono protagoniste di imprese immortali con Tazio Nuvolari, Achille Varzi e Rudolf Caracciola.
Due Alfa Romeo vinsero le prime due edizioni del campionato mondiale di Formula 1, conquistando il titolo nelle stagioni 1950 e 1951 grazie, rispettivamente, a Nino Farina a bordo di una 158(soprannominata “ Alfetta” per le dimensioni contenute),ed a Juan Manuel Fangio, che invece pilotò una 159.
Dopo queste due vittorie, nonostante le lamentele degli appassionati, degli addetti ai lavori e di parte degli esponenti politici più in vista, l’Alfa Romeo aveva bisogno di concentrare gli sforzi sul rilancio della produzione e decise di ritirarsi imbattuta dalla Formula 1.
Nel 1966 la Duetto portò la prima vittoria nel Campionato Europeo Turismo, riconfermandosi vincitrice anche negli anni successivi(1967,1969,1970,1971 e 1972), con piloti di primo piano, su tutti Andrea De Adamich. Le vittorie in questa categoria iniziarono con la Giulia GTA e proseguirono con le sue versioni successive
L'Alfa Romeo tornò in Formula 1 nella prima parte degli anni sessanta, fornendo ad alcune scuderie minori il motore.
Nel decennio successivo la Casa del Biscione si ripropose come fornitrice di motori. Nel 1970 fu montato sulla McLaren guidata da Andrea De Adamich, mentre nel 1971 fu installato su una March condotta dallo stesso pilota.
Successivamente Bernie Ecclestone, proprietario della Brabham, fece un accordo con l'Alfa Romeo per la fornitura di motori dal 1976 al 1979.
Nel 1977 iniziò la progettazione della vettura per il ritorno dell'Alfa Romeo in Formula 1 come costruttore. La scelta fu presa su pressione di Carlo Chiti, e lo studio per la nuova monoposto fu affidato all'Autodelta. La vettura era la 177, che debuttò al Gran Premio del Belgio del 1979, guidata da Bruno Giacomelli. Quindi nel 1979 la Casa del “biscione” partecipò al campionato con due ruoli, come fornitrice di motori per la Brabham, e come Scuderia costruttrice. L’Alfa Romeo partecipò al campionato come costruttore dal 1979 al 1985.
L'Alfa Romeo fornì motori alla Osella, piccola scuderia di scarso successo, dal 1983 al 1988. Nel 1987 l'Alfa Romeo stipulò un accordo con la Ligier per la fornitura di motori. Quando la FIAT acquistò l'Alfa Romeo il contratto fu annullato.
Nel 1993, l’ Alfa Romeo conquistò il primo posto nel Campionato DTM con Nicola Larini,che partecipò per la prima volta, sorprendendo tutti gli altri teams. Nel 1994 sempre Larini si posizionò al terzo posto, e nel 1996 Alessandro Nannini si classificò anche lui terzo.
Dal 2000 al 2003 l’Alfa Romeo 156 si aggiudica quattro titoli consecutivi nel Campionato Europeo Turismo.
Già dal 2015, il logo Alfa Romeo torna su una vettura di Formula 1, comparendo sulle vetture Ferrari per alcune stagioni. Nel 2017 Sergio Marchionne annuncia il ritorno del marchio Alfa Romeo in Formula 1 per la stagione 2018 in collaborazione con il Team Sauber.

